La mia vita procede come sempre, alla fine sono pur sempre una ragazza single che si deve in qualche modo godere la vita, quindi non ho un solo obiettivo, non voglio limitarmi, voglio conoscere tutte le opzioni per capire cosa mi circonda e quale possa essere la migliore.
Così, mi vedo con un ragazzo conosciuto a una festa in maschera, io ero la classica pin-up un po' esibizionista, ma che prepara da mangiare per tutti, e lui era il classico che non rispetta il tema della serata perché in fondo può permetterselo, almeno in apparenza.
La festa è finita con noi due stesi sul prato, l'erba era leggermente umida, ma la cosa non mi infastidiva, merito dei suoi occhi verdi in cui mi ero persa a forse del bel fisico muscoloso e della pelle scura.
Mi parlava di lui che studia, quindi è anche uno serio e con la testa, e nonostante faccia studi scientifici gli piace leggere, inutile dire che mi ha intortata con citazioni colte e non si è nemmeno fatto cogliere in fallo quando ho iniziato a parlare dei libri che piacciono a me. Sulla carta potrebbe essere proprio l'uomo perfetto, quindi perché non provare?
Questo pensiero è quello che mi spinge a ricambiare il suo bacio, anche se siamo a una festa, anche se lo conosco da meno di due ore, anche se mi sono lasciata da pochi mesi, ma alla fine è solo un bacio.
Sarà tutta la vodka che ho bevuto ma a me questo bacio non sembra chissà cosa, da uno del genere mi aspettavo trasporto e passione, e invece non è scattato nulla, mi pento quasi di avergli lasciato il mio numero, quindi torno a conversare sperando di distrarlo abbastanza da non farlo attaccare tipo polipo.
Con questa premessa vi sembrerò pazza a uscirci a distanza di qualche mese, ma a sua discolpa posso dire che eravamo ubriachi e una seconda chance non si nega a nessuno, quindi ecco che mi vesto per andare a bere qualcosa con questo adone scolpito, che stranamente ha anche un cervello.
Ci vediamo in centro, quindi decido di portarlo in territorio neutro, senza distrazioni né per me né per lui, opto per un locale carino dove conosco tutti i baristi e camerieri ma in cui non bazzica una compagnia fissa, in questo modo evito incontri e problemi.
Ci facciamo una bella passeggiata, nonostante il fresco io amo camminare e ho un passo abbastanza veloce nonostante le zeppe che dovrebbero rallentarmi, la conversazione pare piacevole ma meno interessante della volta precedente, ma forse siamo solo troppo impacciati.
La scelta del pantaloncino corto non è stata delle migliori, non al primo appuntamento, il suo fissarmi in continuazione le gambe non aiuta la conversazione.
Arriviamo davanti al locale e sfortuna, o forse destino, vuole che sia chiuso. Un bel cartello avvisa che hanno cambiato i giorni di apertura e quindi è meglio pensare velocemente ad una nuova meta.
Voglio le diverse opzioni, ma devo tener conto del fatto che è venuto con i mezzi, visto che in zona è quasi impossibile trovare parcheggio e che io non voglio allontanarmi troppo per poi non dovermi ritrovare a camminare per mezza città.
Alla fine non posso fare altro che andare nel mio locale, dove sicuramente non ci lasceranno tranquilli, ma la lunga passeggiata da qui al locale ci darà modo di conoscerci meglio e non aver bisogno di stare soli e appiccicati nel locale, senza contare che per ora i suoi discorsoni non mi hanno colpita poi molto, certe cose sono buone solo la prima volta che le "assaggi".
Forse la vodka della volta scorsa me l'aveva fatto vedere meglio di quanto non fosse, almeno a livello di discorsi, perché fisicamente è perfetto, ma a breve rimedieremo con una bella birra.
La camminata procede tranquilla, amo la mia città di sera, è così tranquilla ma senza sembrare desolata e triste, mi piacciono le vetrine illuminate e le vie calme.
Strada facendo si lamenta della distanza a piedi, non sa quanto vorrei fargli capire cosa vuol dire camminare su tacchi o zeppe, nonostante sia io quella scomoda è lui che si lamenta, questi uomini hanno veramente una resistenza minima, mi sto quasi domandando perché ho accettato questa uscita, in fondo sapevo che non poteva andarmi bene uno così, è troppo lontano dal mio genere, ma visto come è andata con i miei ex forse voglio solo provare qualcosa di diverso e nuovo.
Arriviamo al bar e ordino una media chiara, e lui, dopo aver chiesto consiglio a me, prende una doppio malto. Odio gli uomini che non prendono iniziativa e che chiedono alla donna consiglio su cosa ordinare, io ogni volta che mi capita mi chiedo cosa gli passi per la testa, cosa vogliono dimostrare chiedendo consiglio a noi? questo davvero non lo capisco.
Ovviamente non facciamo in tempo ad arrivare al tavolo che già mi hanno fermato almeno dieci persone per salutare, ma alla fine è il bello di questo posto. C'è da dire che una volta che di ci siamo seduti al tavolo non è più passato e ci hanno lasciati chiacchierare tranquilli, anche troppo. La musica è a tratti alta e io fatico a capirlo, non che prima avessi meno difficoltà, forse parla strano lui!
Dopo qualche chiacchiera mi avvio verso il bagno, ho bisogno di darmi una sistemata e una rinfrescata. Controllo la mia immagine allo specchio e sistemo in modo maniacale i capelli, che sono un po' il mio punto debole, fanno sempre quello che vogliono e io vorrei che stessero come dico io, cosa che ovviamente non succede MAI.
Rinfresco le braccia e il collo e poi cerco di asciugarmi ma lascio qualche goccia per far si che l'acqua evaporando mi rinfreschi. Temporeggio un po' prima di uscire, in realtà non ho tanta voglia di tornare al tavolo, avrei bisogno di uno di quei diversivi che generalmente sono studiati con qualche amica anche se sembrano sempre così casuali e naturali, ma ovviamente non ho nessuno con cui accordarmi, quindi tiro un sospiro e mi faccio strada verso il tavolo (donne non odiatemi se svelo il nostro trucchetto dell'amica che casualmente salta fuori al momento giusto per rapirci).
Vedo entrare un mio amico, Giacomo, in realtà è più uno con cui c'è stata una delle classiche situazioni fatta di incomprensioni e tempistiche sbagliate che conducono a rapporti immotivatamente freddi che tutti vorrebbero evitare ma che sembrano volersi creare a tutti i costi.
Ho sbagliato io, lo ammetto, ho cercato di avvicinarmi a lui nel momento più sbagliato, quello in cui mi stavo lasciando con il mio ex ma non ero ancora del tutto single e, visto che non tradisco mai, la situazione ovviamente si è aggrovigliata e incasinata fino a farmi quasi fuggire.
Anche lui esce con quella che chiamerei la "compagnia interessante", ma in fondo non sono proprio una che frequenta la gente per comodo o che usa gli altri, sono più una di quelle che cerca di far accadere le cose come devono, senza illudere o imbrogliare il prossimo, probabilmente anche questo non mi ha aiutato, se lo avessi "sfruttato" per i miei comodi ora starei entrando con lui e non sarei al tavolo con il mio amico a tratti inappropriato.
Vorrei quasi evitarlo e quindi cerco di non guardarlo mentre si avvicina al bancone, ma con la coda dell'occhio mi accorgo che con lui c'è Federico.
Non so come comportarmi, forse dovrei presentarmi la prossima volta, sto per tirare dritto quando mi sento chiamare, e ovviamente si tratta proprio di Federico.
Il mio cuore ha un sobbalzo, non so se è perché mi sorprende che mi abbia riconosciuta o perché devo avvicinarmi a Giacomo, ma la sensazione passa velocemente e girandomi sfodero il più radioso e naturale dei miei sorrisi, in fin dei conti forse è proprio il diversivo di cui avevo bisogno.
Non so come cominciare la conversazione e opto per la prima frase che mi passa per la testa: "Ah, ma allora mi hai riconosciuta!" lui non risponde e sorride, poi aggiunge: "dai, bevi qualcosa con noi!". Accetto fin troppo volentieri, saluto Giacomo con un po' troppo zelo, ma lui sembra voler stare al gioco e mi saluta come se non ci fosse stato nessun problema e nessuna storia in sospeso.
Meglio così, forse abbiamo buttato davvero tutto alle spalle e possiamo iniziare ad essere semplicemente amici, anche se in queste cose credo poco.
Giacomo decide di allontanarsi e mi lascia con Federico al bancone, facciamo un po' di conversazione classica da bar e a un certo punto gli viene in mente di chiedermi se sono sola, io resto spiazzata per qualche secondo, da un lato vorrei mentire, ma siamo proprio davanti al mio amico, che poi da vedere è una gioia per gli occhi e per quattro parole è anche interessante, farei sicuramente bella figura, ma a bloccarmi è l'idea sbagliata che ne risulterebbe, quindi mi giro e indico il ragazzo al tavolo dicendo "no, sono qui con un mio AMICO", e cerco di sottolineare bene l'ultima parola ma senza forzare troppo la parola, cerco solo di metterla in primo piano ma senza eccessi.
Lo osservo, ma proprio non riesco a interpretare la sua espressione e la sua reazione, non sembra stupito ma allo stesso tempo ha un guizzo strano negli occhi e in quel momento io vorrei essere nella sua mente per capire che pensieri gli stanno ronzando in testa.
Ci scambiamo ancora qualche parola e poi mi dice "Ci vediamo dopo" e poi va fuori, probabilmente in cerca di Giacomo. Io mi siedo al tavolo, ma ormai il mio accompagnatore è diventato di colpo molto meno interessante, questa sera la fortuna non sembra essere dalla sua parte.
Sono una persona estremamente curiosa, quindi ho sempre bisogno di nuovi stimili e il bel ragazzo seduto davanti a me non solo non è la novità del momento ma non è nemmeno stimolante.
Ci scambiamo ancora qualche parola e poi mi dice "Ci vediamo dopo" e poi va fuori, probabilmente in cerca di Giacomo. Io mi siedo al tavolo, ma ormai il mio accompagnatore è diventato di colpo molto meno interessante, questa sera la fortuna non sembra essere dalla sua parte.
Sono una persona estremamente curiosa, quindi ho sempre bisogno di nuovi stimili e il bel ragazzo seduto davanti a me non solo non è la novità del momento ma non è nemmeno stimolante.
Con la scusa del caldo chiedo al mio amico di uscire e di sederci un po' fuori con gli altri, fortunatamente un mio amico attacca bottone con lui e mi lascia libera e tranquilla, avevo proprio bisogno di un po' di solitudine, ma non passano nemmeno due minuti che subito qialcuno si avvicina e mi stupisce vedere che si tratta di Giacomo, chissà che gli passa per la testa, tutti strani questi ragazzi, sarà merito dell'abbigliamento o forse del trucco.
Mentre stiamo parlando arriva anche Federico, che è la vera novità della serata e io cerco subito di capire meglio cosa pensa e come agisce, ma sembra comportarsi completamente a caso.
Il tempo scorre tra una chiacchiera e l'altra e il mio accompagnatore mi fa notare che deve fuggire a casa, visto che è con i mezzi e che sarebbe un problema riaccompagnarmi.
In un'altra occasione mi sarei indispettita, ma fondamentalmente non mi interessa molto di lui e dei suoi modi e soprattutto sembra proprio che il destino, che prima mi ha portata fino a qui, ora vuole che resti sola in questo locale, tanto arrabbiarsi e discutere non servirebbe a nulla, in fondo la situazione mi fa comodo e soprattutto voglio viverla positivamente.
Il mio amico mi saluta e sparisce in fondo alla via, mentre io di colpo mi sento leggera e posso finalmente dedicarmi alla mia curiosità e a tutti i miei amici.
Più passa il tempo e più il gruppo diventa piccolo, ma oggi ho proprio voglia di parlare e di conoscere le perdone, tanto che quando il locale chiude restiamo fuori a chiacchierare e devo ammettere che queste sono le serate che preferisco, quelle in cui si sta in cerchio senza argomenti precisi, lasciando che le conversazioni si guidino da sole.
Tra una frasee l'altra Federico salta fuori con un'uscita che si è impressa a fuoco nel mio cervello, la ricordo perfettamente come se l'avesse detta ieri.
Poco importa cosa ha detto, ma posso tranquillamente dire che quello è stato uno dei momenti di svolta; il momento in cui ho iniziato a vederlo come una persona che la pensa come me, come una persona migliore di quanto potessi immaginare, a pelle e per quel poco che l'avevo visto mi ero fatta un'idea di lui che non collimava con questo suo modo di vedere le cose.
Per intenderci è la classica frase che non ti aspetteresti mai, quella che ti spiazza, quella frase che avresti potuto dire tu, ma che mai ti saresti aspettata di sentire de lui.
In quel momento ha smesso di essere solo curioso ed è diventato di colpo interessante, cosa fondamentale per chi, come me, gestisce i rapporti in modo molto più mentale che fisico.
Se poi aggiungiamo che mentre la diceva mi guardava dritto negli occhi, come se volesse trasmettermi qualcosa, anche se non stava parlando con me, direi che il gioco è fatto.
In tutta sincerità non so dire davvero quando sia iniziato il mio interesse per lui, probabilmente prima di questa frase, perché se no non sarei rimasta fuori da questo locale mentre il mio accompagnatore se ne tornava a casa.
Sono certa che qualcosa sia inconsciamente scattato prima, molto prima, ma non so proprio dire qual è stato il momento o il motivo principale, ma posso dire che questa svolta sia uno dei motivi per cui mi sono convinta che il mio non fosse un madornale errore.
Sia ben chiaro, non sto parlando di amore, né di cose simili, sto parlando solo di interesse e quella che si potrebbe chiamare attrazione a pelle.
Inizia ad esser tardi per tutti, e alla fine va via anche lui e un mio amico si offre di riaccompagnarmi a casa a piedi, accetto al volo perché quello che mi serve in questo momento è proprio una passeggiata, una bella camminata all'aria per schiarirmi le idee e poi ora non ho più alcun motivo per restare.
C'è da dire che a volte tardare il momento del rientro a casa è solo un'ottima scusa per allontanare il momento della verità, quello in cui mi stendo nel letto e riordino i pensieri per dare senso e ordine alla mia serata.
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